CRI Triangolo Lariano

Consiglio N.3 – Sport over 50

L’attività motoria garantisce benessere a ogni età, ma sopra i 50 è un vero elisir di lunga vita. Tutti i benefici del fitness e i consigli per la vostra prima volta in tuta.

Avete raggiunto i 50 anni e non avete mai avuto tempo di fare sport? È arrivato il momento di cominciare. Ma per beneficiare di tutto il buono dell’attività fisica, specie se non ci si è mai mossi molto, si devono seguire alcune regole di buon senso.

Un fatto è certo: se si arriva intorno ai 50 pesantemente fuori forma sarà molto difficile acquisire una linea perfetta proprio ora. In ogni caso, avvicinarsi all’attività fisica nel modo giusto potrà dare i suoi frutti. Ecco qualche consiglio utile.

Meglio prevenire

Uno studio statunitense condotto su un campione di ben 34.000 donne in età pre e post menopausa ha scoperto che, per evitare di ingrassare durante questo periodo della vita, è necessario fare almeno un’ora di sport al giorno. E che l’impresa ha successo soprattutto tra le signore che non sono in sovrappeso.

Ma l’attività fisica non serve solo per poter continuare a indossare jeans e abiti stretch: è stato dimostrato che 3 appuntamenti settimanali con la palestra – o con la piscina, lo jogging o l’attività sportiva preferita – sono in grado di osteggiare l’osteoporosi.

Con questo ritmo di allenamento, mantenuto nel tempo, si verifica infatti un incremento della densità ossea o almeno una diminuzione della demineralizzazione scheletrica.

L’aiuto in più vien dall’esterno

Con l’età, tutto l’organismo subisce mutamenti fisiologici, non sempre facili da accettare. Tali cambiamenti, per esempio l’aumentata produzione di radicali liberi, responsabili principali dell’invecchiamento cellulare, possono rivelarsi meno importanti se si dà una mano all’organismo con un buon apporto di vitamine e minerali.

Importante anche avvalersi dei benefici del coenzima Q10, una sostanza dall’azione antiossidante, già presente nelle cellule, ma destinato a diminuire con il passare degli anni. Lo si trova nella carne, nel pesce, nel germe di grano e nella soia e in numerose preparazioni cosmetiche e negli integratori, in genere combinato a vitamine e minerali.

Tutti i benefici dello sport

Ormai da tempo, insieme a un’alimentazione leggera ed equilibrata, i medici prescrivono di fare moto per contrastare obesità ma anche importanti patologie tipiche dell’età che avanza. Muoversi, infatti, fa bene. Ecco perché:

  • diminuisce il rischio di contrarre malattie cardiovascolari, in particolare, lo sport è un ottimo antipertensivo;
  • abbassa il rischio di sviluppare diabete mellito perché aiuta a regolare i livelli glicemici nel sangue;
  • tiene lontano il rischio di cadute con conseguenti fratture poiché l’abitudine all’attività motoria rende il corpo più flessibile, elastico e capace di senso dell’equilibrio;
  • è un ausilio anti invecchiamento: uno studio su alcune donne in post menopausa ha accertato che fare attività motoria aiuta i telomeri (sequenze di Dna che proteggono le estremità dei cromosomi) a mantenere longeve le cellule immunitarie. Per il successo dell’operazione, sono necessari 42 minuti di sport ogni 3 giorni.

Chi si ferma è perduto

Man mano che il tempo passa, l’organismo rallenta le sue funzioni: chi pratica uno o più sport allontana questo processo dovuto all’invecchiamento, rimanendo più a lungo scattante.

E, in genere, la qualità della vita migliora in quanto l’attività fisica, che ha un effetto rilassante e antistress, può migliorare il rapporto con il sonno.

Anche il cervello resta giovane: praticare un’attività sportiva significa entrare in contatto con persone d’ogni età, favorendo la socializzazione e la nascita di nuove amicizie.

Infine, una ricerca inglese pubblicata su Environmental Science and Technology ha sottolineato che lo sport all’aria aperta, per esempio la classica corsa nel parco, funziona meglio di una sessione di esercizi in palestra poiché nel verde il relax è garantito dall’ambiente.

Quale scegliere?

Chi non ha alle spalle una vita sedentaria deve procedere con gradualità e, prima di iniziare, consultare il proprio medico. Un elettrocardiogramma va messo in preventivo.

È ovvio che non si diventa campionesse olimpiche a 50 anni, ma una volta individuata la propria disciplina, l’allenamento regolare e progressivo daranno risultati sorprendenti. A patto di saper riconoscere i propri limiti.

Superati i 40, il metabolismo rallenta e vengono suggeriti sport che comprendono uno sforzo non intenso ma prolungato. Ecco quali.

Nuoto: si svolge in assenza di gravità e per questo motivo non c’è possibilità di incorrere in traumi alle articolazioni. I muscoli acquisiscono tono e sinuosità.

Corsa leggera o passeggiata veloce: iniziare da mezz’ora di camminata per verificare il proprio stato di resistenza e aggiungere qualche minuto ogni volta. Chi comincia a correre non superi i 3, 4 minuti le prime volte.

Pilates: migliora la postura, contribuisce a rinforzare il tono muscolare e la flessibilità. Da imparare con un istruttore e da “usare” ogni giorno per benefici duraturi.

Ballo: si può imparare a ogni età, è divertente e invita a prendersi cura di sé. Latino americano e liscio mantengono in forma e allargano gli orizzonti della vita sociale.

Tutti gli sport da intraprendere, magari durante le vacanze, vanno bene: un breve corso di arrampicata, di vela, di canoa, di canyoning… ma si tratta, appunto, di attività episodiche, difficilmente riproponibili una volta rientrati in città. Mettersi alla prova, sopra i 50, è comunque un ottimo esercizio “anti age”.

Autore: Shamiran Zadnich

Fonte: www.saperesalute.it

Link: Leggi l’articolo sul sito

DISCLAIMER MEDICO

Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo e non vi è alcuna garanzia sul fatto che siano accurate: non costituiscono e non provengono da prescrizione né da consiglio medico, nulla può essere interpretato come un tentativo di offriere un’opinione medica.

Consiglio N.2 – Prima colazione: il pasto più importante

Tutte le mattine, otto milioni di italiani saltano la colazione e quasi la metà si limita a ingollare un cornetto innaffiato da un cappuccino in meno di 10 minuti. Un’abitudine alimentare scorretta, come sostengono nutrizionisti e ricercatori.
Secondo un recente studio della Harward Medical School chi fa quotidianamente colazione presenta un rischio ridotto della metà di sviluppare obesità rispetto a coloro che la saltano.
Inoltre, una prima colazione bilanciata aiuta a combattere le malattie cardiovascolari e il diabete mellito, riduce i livelli di colesterolo cattivo (Ldl) e trigliceridi nel sangue, regola il metabolismo di glucosio e insulina, contribuisce a mantenere il peso sotto controllo.
La prima colazione, quindi, deve essere considerata il pasto più importante della giornata. Saltarla o sostituirla con un semplice caffè o una spremuta d’arancia ha effetti negativi sull’organismo.
Durante il digiuno notturno, infatti, il corpo utilizza le riserve di zucchero del fegato; e queste al risveglio sono già in fase di esaurimento. Cancellando la colazione, il corpo è costretto a bruciare le proteine muscolari e, in minor quantità, i grassi di riserva per produrre l’energia per l’intera mattinata.
Inoltre, dopo un digiuno prolungato si tende a ingozzarsi a pranzo e a cena, immagazzinando un surplus di energia sotto forma di grassi.
Un buon primo pasto della giornata, invece, è in grado di fornire l’energia necessaria al corpo e al cervello per ripartire al meglio dopo una notte di sonno ristoratore, grazie all’apporto bilanciato di diversi nutrienti. E aiuta ad aumentare il senso di sazietà durante tutto il giorno, favorendo la regolarità dei pasti.
La prima colazione ideale
I requisiti fondamentali sono cinque:
1. innanzitutto, l’abitudine deve essere regolare, ossia la colazione deve essere consumata tutti i giorni;
2. è necessario che sia completa, cioè deve fornire proteine, vitamine, sali minerali e zuccheri;
3. è meglio, poi, che sia varia, mai uguale al giorno precedente per non correre il rischio di annoiarsi e saltarla;
4. deve essere equilibrata, perché deve fornire circa il 15-20% delle calorie giornaliere;
5. infine, deve essere piacevole, ovvero un momento di convivialità, una sorta di rito da condividere insieme alle persone amate.
Insomma, una specialissima coccola quotidiana, per se stessi e per i familiari, prima di affrontare gli impegni di tutti i giorni.
E, se la prima colazione è necessaria per gli adulti, è ancora più importante per i bambini, il cui organismo è in fase di crescita: mai limitarsi a una brioche e via.
Gli alimenti più indicati
Il posto d’onore spetta al latte: è un’ottima fonte proteica e fornisce il calcio, importantissimo per la crescita dei bambini.
Può essere sostituito con lo yogurt, che apporta anche fermenti lattici vivi utili alla flora batterica intestinale. Entrambi forniscono proteine, vitamine, sali minerali e zuccheri semplici.
È essenziale, poi, non far mancare mai le fonti di carboidrati complessi, come i fiocchi di cereali, il pane e le fette biscottate, e la frutta fresca o spremuta, che apportano essenzialmente fibra e vitamine.
Brioche, cornetti e biscotti sono sconsigliati a chi ha problemi di peso, perché troppo calorici: meglio, in questi casi, una fetta di pane integrale con un velo di miele o marmellata se si vuole aggiungere alla propria colazione un tocco di dolcezza.
Per affrontare con maggiore sprint la giornata, e ottenere un effetto stimolante, si può anche bere una tazza di caffè o di tè.
Infine, i nutrizionisti consigliano di integrare la colazione con un break a base di frutta a metà mattino, in modo da non arrivare affamati come lupi all’ora di pranzo.

Autore: Sveva Salvini

Fonte: www.saperesalute.it

Link: Leggi l’articolo sul sito

DISCLAIMER MEDICO

Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo e non vi è alcuna garanzia sul fatto che siano accurate: non costituiscono e non provengono da prescrizione né da consiglio medico, nulla può essere interpretato come un tentativo di offriere un’opinione medica.

Consiglio N.1 – Piante Antistress

Con oggi inauguriamo una nuova sezione del sito: settimanalmente verrà pubblicato un utile consiglio per la vostra salute. Buona lettura!

Minato da ansie e tensioni, il 70 % circa degli italiani è vittima dello stress che, a lungo andare, causa rilevanti disturbi. Ecco l’aiuto che può fornirci la natura.

Irritabilità, cattive abitudini, intoppi quotidiani, cambiamenti repentini, pesanti responsabilità e surplus lavorativo sono responsabili dello stress, che fiacca il più dei due terzi degli italiani.

Minato da ansie e tensioni, inoltre, il sistema immunitario si indebolisce, l’organismo diventa più vulnerabili alle infezioni e alle malattie.

Diventa necessario, allora, rallentare i ritmi e aiutare l’organismo a ricaricare le batterie. Un valido supporto arriva anche dalla fitoterapia: sono numerose le piante dagli effetti antistress, alcune con effetti sedativi, altre con proprietà energizzanti.

Una lista verde antistress

Vediamo quali sono e le loro attività specifiche, tenendo sempre conto che i prodotti fitoterapici, soprattutto quelli più attivi, non devono essere utilizzati senza prima consultare un medico esperto.

Biancospino. Contiene tannini e i flavonoidi che agiscono a livello del sistema nervoso centrale. La sua azione sedativa è utile nei casi di nervosismo, per ridurre l’emotività, lo stato di tensione e migliorare il sonno.

Camomilla. Nota per il suo effetto leggermente sedativo, è un rimedio classico per attenuare ansia e irritabilità, curare l’insonnia e altri disturbi del sonno. Damiana. Le foglie hanno azione antidepressiva e tonico-stimolante e si rivelano utili in caso di superlavoro fisico o intellettuale, stanchezza, condizioni di stress e stati depressivi.

Eleuterococco. Fornisce all’organismo una migliore resistenza nei confronti di svariati tipi di stress, fisico e psichico.

Escolzia. È utile nei casi d’insonnia lieve o moderata, nervosismo, ansietà e stress. È più attiva nelle donne che negli uomini.

Ginkgo biloba. Contiene terpeni, che esercitano un’azione nutritiva e protettiva sui neuroni della corteccia cerebrale e aumentano i livelli delle sostanze antidepressive e psicostimolanti in circolo.

Guaranà. Ha un’azione psicostimolante, migliora le capacità di attenzione e memoria, le performance mentali e riduce il senso di fatica.

Ginseng. Agisce come tonico negli stati di affaticamento psicofisico e aumenta i livelli di alcuni neurotrasmettitori nel cervello, come dopamina, adrenalina e noradrenalina, con azione antidepressiva, euforizzante e psicostimolante.

Iperico. Ha proprietà rasserenanti e calmanti degli stati ansiosi. L’azione antidepressiva si deve alla capacità di aumentare i livelli di serotonina, noradrenalina e dopamina, neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione del tono dell’umore, e a quella di modulare la secrezione di melatonina.

Lavanda. Grazie alla sua attività sul sistema nervoso, si usa per contrastare gli stati d’irrequietezza, insonnia e nervosismo.

Luppolo. I suoi coni hanno proprietà sedative del sistema nervoso centrale.

Melissa. È utile nei disturbi da stress, stanchezza, insonnia di origine nervosa, palpitazioni, emicrania.

Passiflora. Contiene numerosi flavonoidi, come l’iperoside e la vitexina, alcuni dei quali si legano ai recettori cerebrali per le benzodiazepine (farmaci noti per la loro attività ansiolitica e sedativa), con un’azione calmante sul sistema nervoso centrale e sui centri del sonno.

Rodiola. Aumenta i livelli di serotonina e dopamina nel cervello, con azione antidepressiva e psicostimolante. Inoltre aumenta la resistenza alla fatica.

Tiglio. Il fitocomplesso è in grado di legarsi ai recettori per le benzodiazepine presenti nel cervello, con un’azione sedativa e ansiolitica. È utile nei soggetti ansiosi, ipereccitabili e con sintomi legati alla somatizzazione dell’ansia a livello dello stomaco e dell’intestino.

Valeriana. Ha un’azione simile a quella dei farmaci benzodiazepinici, ma con minore potenza. I suoi principi attivi, ossia gli acidi valerenici, agiscono sul sistema nervoso centrale e si rivelano utili per trattare i disturbi del sonno e gli stati ansiosi.

Autore: Lucia Benenati

Fonte: www.saperesalute.it

Link: Leggi l’articolo sul sito

DISCLAIMER MEDICO

Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo e non vi è alcuna garanzia sul fatto che siano accurate: non costituiscono e non provengono da prescrizione né da consiglio medico, nulla può essere interpretato come un tentativo di offriere un’opinione medica.


Corso per aspiranti volontari

Se hai entusiasmo e voglia di impegnarti in un’esperienza davvero unica… C.R.I. Triangolo Lariano ha quello che stai cercando!

 

Il corso per aspiranti Volontari del Soccorso inizierà prima dell’estate.

Per accedere ai corsi devi avere tra i 14 e i 65 anni e possedere l’idoneità psico-fisica.

Il corso avrà una durata di circa 6 mesi, con 2/3 lezioni settimanali di 2 ore, tenute presso la sede di Asso.

Il corso si articola in 3 moduli:

Modulo base: comporta il rilascio del brevetto europeo di primo soccorso, che abilita al trasporto di infermi non urgenti con autovettura, previo superamento dell’esame finale. Il modulo è incentrato su due aspetti fondamentali quali il primo soccorso (illustrazione del BLS) e la storia dell’associazione, con cenni su quello che è la struttura e le attività.

Modulo T.I. (Trasporto Infermi): abilita al trasporto infermi in ambulanza non di urgenza.

Modulo P.S. (Pronto Soccorso): comporta il rilascio della certificazione regionale di Soccorritore Esecutore e operatore DAE.

 

Le lezioni saranno teoriche e pratiche e tenute dai monitori d C.R.I. per il 1° modulo, mentre il 2° ed il 3° da infermieri, medici d’urgenza e istruttori di C.R.I. 118.

 

Per informazioni, date e luogo di svolgimento, verrano date indicazioni precise prossimamente su questo sito oppure potete chiamare la sede della Croce Rossa del Triangolo Lariano di Asso (031.67.07.77).



immagine

twitter_2_