45 consiglio ERITEMA DA PANNOLINO

Eritema da pannolino: cure più efficaci se si agisce subito

Sederino e genitali arrossati sono disturbi frequenti nei neonati. Se affrontati in modo tempestivo, si risolvono in breve tempo e senza conseguenze.

Gli eritemi e le dermatiti da pannolino non sono una malattia, ma tendono a ritornare se non si sta attenti. Ecco perché prevenire l’eritema da pannolino è fondamentale per il benessere del bambino. Basta adottare qualche buona abitudine e la pelle del suo culetto resterà liscia e sana.

La prima regola è cambiare spesso il pannolino. Serve a evitare che urina e feci ristagnino una volta a contatto con la cute. Va cambiato sempre prima di ogni poppata e anche dopo poiché, soprattutto nei primi mesi di vita, a ogni pasto può corrispondere una scarichetta.

Inoltre, il neonato ha la vescica piccola, che si riempie in fretta, e quindi fa pipì numerose volte nel corso della giornata, anche fino a 20. E nell’urina sono presenti scarti di proteine, come l’urea, che tende a trasformarsi in una sostanza simile all’ammoniaca: a contatto diretto e costante della pelle può dare irritazione.

Controllare quindi con frequenza che sia asciutto, senza dimenticare che il neonato ci segnala i suoi disagi con il pianto: quello tipico da pannolino sporco di solito inizia flebilmente per poi intensificarsi.

Le mosse giuste

Prima di cambiare il pannolino è necessario lavarsi bene le mani. Inoltre è preferibile lavare la zona con acqua tiepida e asciugare con delicatezza servendosi di un telino di cotone, senza lasciare tracce di umidità che potrebbero aumentare il rischio di eritema e di dermatiti da pannolino. Per un’asciugatura perfetta, si può utilizzare il phon a bassa temperatura e a debita distanza dalla pelle.

I genitori che non possono fare a meno di un detergente dovrebbero optare per un prodotto non aggressivo, di quelli specifici per neonati. Attenzione a non esagerare con le salviette umidificate usa e getta: vanno usate soltanto in mancanza d’acqua, per esempio durante un viaggio o quando si porta il bimbo a passeggio.

Va detto poi che non tutti i pannolini sono uguali. In alcuni casi, quelli che contengono sostanze protettive della pelle possono addirittura provocare irritazioni.

E quelli di tessuto, come una volta? Indubbiamente più ecologici di quelli tradizionli, vanno comunque cambiati con la stessa frequenza. Inoltre, vanno lavati e risciacquati molto bene, con detersivi neutri.

In genere, i pediatri suggeriscono di spalmare il culetto a ogni cambio con creme non occlusive, possibilmente senza profumi, conservanti o altre sostanze potenzialmente irritanti. Come per esempio quelle a base di pantenolo, Ma senza esagerare, uno strato eccessivo potrebbe creare una barriera e quindi limitare la naturale traspirazione.

Quando possibile, si può lasciare il sederino libero dal pannolino, per consentire alla pelle di respirare e, soprattutto durante la stagione estiva, per evitare che la sudorazione contribuisca alla comparsa del disturbo. Il consiglio vale ancor più quando l’eritema è già presente.

A partire dai 5 mesi di vita il bimbo comincia a stare seduto: lo sfregamento continuo del pannolino sulla pelle contribuisce a irritarla. È anche il periodo delle prime pappe: alcuni alimenti possono provocare, nei soggetti sensibili e predisposti, allergie che si manifestano proprio con l’arrossamento, spesso puntiniforme, della zona anale e genitale.

Ogni manifestazione cutanea che compare durante il passaggio all’alimentazione solida va comunicata al pediatra di fiducia.

Se viene che cosa faccio?

Di norma, un eritema lieve scompare in 3 o 4 giorni. Ma se persiste nonostante cambi frequenti e sederino libero, è probabile che si sia sovrapposta un’infezione.

Ecco perché è importante correre ai ripari subito, prima che la pelle si maceri, facilitando l’insorgere di vere e proprie patologie.

Candida da pannolino. La più frequente è l’infezione da Candida, che si manifesta con placche arrossate, dall’aspetto quasi corroso, piuttosto delimitate e limitate alle zone coperte dal pannolino.

A maggior rischio di Candida sono i bimbi che già hanno avuto o hanno episodi di dermatite atopica, cioè eczema diffuso senza una precisa causa diagnosticata. Non è raro che alla Candida da pannolino si accompagni il cosiddetto “mughetto”, una candidosi orale.

Come si riconosce? La lingua del bimbo sembra sporca di latte cagliato, ma i tentativi di rimuoverla non funzionano. Candida e mughetto vanno diagnosticati dal pediatra: non applicare nessun tipo di crema senza averlo prima consultato.

Shamiran Zadnich

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

immagine
twitter_2_